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  • Adria 350 modifiche alla caravan

    Autore: Tomasini


    La genesi
    La roulotte fu acquistata nuova nel 1991, un mese prima della nascita del nostro secondo figlio, Andrea. Roberto aveva all’epoca meno di due anni. Nel 1992 il primo

    lavoro fu la sostituzione dei pensili posteriori con un letto a castello. Nel 1993 nacque Luca ma fino a tutto il 1995 riuscimmo ad arrangiarci senza modificare nulla.
    Nell’inverno 1995/96, dovemmo prendere una decisione: o modificare radicalmente gli interni o sostituire la roulotte con un’altra. Optammo per la prima ipotesi e prendemmo l’occasione per modificare totalmente anche gli impianti elettrico (che era veramente costruito in modo vergognoso), idraulico ed installare il riscaldamento.
    Con questa configurazione viaggiammo a lungo fino all’autunno 2004 quando, a seguito di brevi esperienze di turismo “on the rocks”, decidemmo di cambiare ancora l’impianto idraulico, installare scaldaacqua e ventilazione e rifare i due mobiletti della zona bagno. Il concetto L’idea di fondo della caravan così come è stata trasformata, è di garantire a cinque adulti un rifugio notturno in estate, un’abitacolo minimale di sopravvivenza d’inverno e un appoggio per tutte quante le funzioni
    abitative in viaggio, senza doversi appoggiare per forza a camping ma anche senza forzarsi ad evitarli. Il modello di partenza è stato più il polivalente tipo Westfalia che non la roulotte residenziale. In quest’ottica tutti gli spazi devono essere polifunzionali: la dinette trasformabile è meglio del matrimoniale fisso, il letto a castello è lo spazio di stivaggio dei sacchi a pelo, la rete “navale” è lo spazio di stivaggio dei vestiti durante la notte, il vano toilette è eliminato garantendo maggior vivibilità, il quinto letto è ribaltato a parete quando non in uso.
    Gli esempi ci sono venuti dalle caravan francesi degli anni ’70 (es. Digue), dalla nautica (rete per i vestiti), persino dall’Ikea (separè del bagno). La realizzazione
    Dinette anteriore In configurazione giorno la dinette non ha subito particolari modifiche, come si vede nella foto: il quinto posto a tavola si ottiene con un tavolino
    aggiuntivo (stivato a fianco della cucina) sostenuto da un piede in alluminio; la seduta è data da un banale seggiolino da campeggio.


    Letti posteriori
    Il letto a castello è costruito in modo particolarmente leggero e robusto: pensato per un bimbo di 3 anni, ospita il medesimo divenuto ormai uomo a 16 anni. Il rinforzo mediano fu una richiesta della consorte che non si sentiva molto sicura dormendo sotto. L’appoggio del letto alla parete è realizzato con ampie flangie in modo da scaricare il peso su una superficie sostenuta per certo dai rinforzi della parete. Il letto inferiore è ricavato dalla dinette, dove la parte centrale è stata
    chiusa per ricavarne un ulteriore gavone. Il letto ribaltabile è costruito con il medesimo sistema utilizzato per il letto a castello, con la sola differenza del pannello inferiore che chiude la struttura per motivi estetici. Durante il viaggio il letto è trattenuto in posizione da una corda elastica: sul pannello inferiore sono stati montati dei porta-asciugamani. La base fissa del letto è costruita sul vano serbatoio delle acque chiare.


    Rete porta-vestiario
    Di giorno la rete rimane ripiegata sulla mensola. Di notte la si tende usando ganci posti sui pensili e il problema dei vestiti è risolto.


    Cucina
    Le coperture originali del blocco cucina sono andate perdute (per quanto possa sembrare incredibile): uno dei coperchi è stato rimpiazzato, mentre l’altro è
    diventato il tavolino aggiuntivo della dinette. E’ stato aggiunto un tagliere che, in posizione di riposo, diventa un piano d’appoggio aggiuntivo. Sotto ai pensili originariamente era fissata una lamiera con all’interno la centralina elettrica con il fusibile: avendo rifatto l’impianto, nel sotto pensile è stato ricavato un piccolo vano aggiuntivo. Sono presenti anche la cappa della cucina e uno stereo.


    Impianto elettrico
    Come detto prima, l’impianto elettrico originale Adria era non solo realizzato in modo primitivo, ma anche pericoloso. Ora esiste una sezione a 12V ed una a 230V, separate in tutto e per tutto: le linee 12V sono sezionate e protette ad una ad una con fusibili, mentre la 230V è protetta con salvavita. La centralina è stata così complessa da costruire tanto da essere denominata “HAL 9000”, il nome del computer terribile di “2001 Odissea nello spazio”. I cavi sono stati dimensionati a seconda delle utenze previste ed inseriti in canaline: il trasformatore è stato spostato dal gavone anteriore al vano sotto il frigorifero. In sosta libera usiamo una batteria al gel da 12Ah, usata principalmente per la pompa dell’acqua: per l’illuminazione di solito utilizziamo torce portatili con neon o con lampadina a basso consumo. In questo modo il peso e l’ingombro della batteria sono molto limitati.


    Impianto idrico e toilette
    Il serbatoio da 50 lt, come detto, è posto sotto al letto ribaltabile: ognuno dei rubinetti è servito da un miscelatore, ma la pompa (ad immersione) è comandata da
    interruttori a pedale, sistema semplice e molto pratico. Il carico dell’acqua avviene utilizzando una pompa ad immersione con interruttore in linea. Lo scaldaacqua è un Truma Terme ed è situato sopra al passaruota sinistro, dietro al mobiletto del bagno. Gli scarichi sono unificati e portano in una tanica Fiamma da 23 lt posta nel gavone anteriore. Nel mobiletto inferiore della toilette si sono ricavati due vani portaoggetti: uno a pozzetto per detersivi, liquidi chimici ecc ed uno frontale per materiale di più costante utilizzo.
    Durante l’uso del porta potti è possibile avere un po’ di privacy calando una tapparella: ovviamente questo non può sostituire un vano chiuso, sebbene nelle
    caravan questi vani non si possano definire esattamente “a tenuta”.